Capello: "Spalletti? Ora non si dimette più nessuno in Italia. Sulla vicenda Acerbi..."

In un'intervista a La Gazzetta dello Sport l'ex ct Fabio Capello ha fatto alcune riflessioni sul momento complicato dell'Italia.
Intervistato da La Gazzetta dello Sport, Fabio Capello si è lasciato andare ad alcune considerazioni dopo Norvegia-Italia con il futuro di Spalletti sempre più in bilico: "Chiaramente va considerato in una posizione scomoda perché le cose non vanno bene, prima se l’Italia andava male venivi esonerato, quando si faceva un brutto Mondiale od Europeo non c’erano discussioni e si andava a casa, ora non si dimette più nessuno”.
“Bisogna sapere che dalla C alla B ci sono degli scalini così come per arrivare in A e davvero tanti verso la Nazionale perché la maglia azzurra pesa e va portata con onore. I giocatori devono capire che la nostra maglia è importante perché ci rappresenta e perché portano in giro il nostro Paese. Ho visto una squadra senza senso di appartenenza né amor proprio. Manca proprio l’attaccamento ed è come se non sentissero l’orgoglio di giocare con l’Italia" ha aggiunto l'ex allenatore di Milan e Roma.
Conclusione di Capello: "Non mi è piaciuta la vicenda Acerbi. Ok, Spalletti ha sicuramente sbagliato a dire quelle cose in pubblico, ma un giocatore non può rifiutare la Nazionale. Il difensore dell’Inter doveva andare per dimostrare al c.t. che aveva davvero bisogno di un “vecchietto”, come l’aveva imprudentemente definito il tecnico. Invece ha detto no ed è un brutto segnale, significa che il concetto di appartenenza al gruppo non è molto forte. Così come non ho capito Calafiori…".






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